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Nel regno spaziale della musica techno: Einstein Dr. Dj

di Katya Malagnini

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it.linkedin.com/in/katyamalagnini/

Udine, aprile

logo

Vent’anni fa, più o meno in questo periodo, uscivano su etichetta Plastika Records due dei più forti successi degli anni ’90: “Automatik Sex” e “Eins Zwei Polizei”. Il primo, con il nome di Einstein Dr. Dj, e il secondo, con lo pseudonimo di Mo.do (acronimo di Monfalcone e Domenica, rispettivamente, luogo e giorno di nascita di Fabio Frittelli, voce del progetto, prematuramente scomparso l’anno scorso a febbraio tra lo sconcerto di tutti).
Entrambi, erano prodotti da un team, cui faceva parte un dj e musicista che in quel periodo stava emergendo a livello internazionale: Claudio Zennaro, meglio conosciuto come Einstein Dr. Dj.
Il 1994, per lui, è stato anche l’anno delle serate storiche, come quelle all’Asylum e all’Omen Frankfurt (all’epoca tempio assoluto della techno in Italia, secondo solo al Cocoricò).
Arrivo nel luogo dell’appuntamento con Einstein Dr. Dj con circa dieci minuti d’anticipo, ma da subito, mi rendo conto di essere circondata dal tetrume più assoluto. :D Mentre aspetto di veder sbucare l’Enigmista da qualche cespuglio, :D per fortuna arriva lui, e insieme decidiamo di cambiare location, spostandoci verso più calorose catacombe udinesi :D:D:D

Gli incontri con Claudio sono frequenti, e come sempre, si trasformano in un conglomerato di grasse risate.
Il problema nasce quando devo incontrarlo come artista invece che come amico, dove sfoggia tutta la sua riservatezza e l’assoluta perplessità nel rilasciare interviste. Non ama parlare di sé, la mia, più che un’intervista, è stata un’estorsione :D:D:Ddi dichiarazioni. Fa un’eccezione (dopo un’estenuante trattativa durata quattordici mesi :D) e gliene sono enormemente grata

^_^

Durante l’intervista, raramente smettiamo di ridere :D tanto che faccio fatica a porgli le domande. Lui ci marcia sopra alla grande :D chiedendomi nell’ormai rinomato idioma locale :D: “Te par de farghela”?

…dunque, Claudio, partiamo proprio da qui: come mai non ami le interviste?
Non me ne frega nulla del mettermi in mostra, e tantomeno della popolarità, ho cambiato interessi.

Il tuo impatto con la musica quando avvenne?
Avevo sei anni, ero bambino. Ho iniziato con il pianoforte, perché mio nonno era direttore d’orchestra, e mio padre suonava il piano, quindi è stato naturale. L’ho studiato per sette anni, anche se dentro di me, non vedevo l’ora di passare ai sintetizzatori. :D
Naturalmente, come spesso accade, non mi piaceva studiare, ma suonare il pianoforte per i fatti miei, Quando poi sono passato davvero ai sintetizzatori, è finita :D:D

Il dj quando hai iniziato a farlo?
Nel 1978/80, con le prime feste private che hanno dato il via a tutto.
Destino ha voluto, che nella via dove io abitassi, proprio a dieci metri da casa mia, s’insidiasse Radio Italia Network, e da lì poi è nato tutto, sono diventato il pezzo di un puzzle che si è intersecato benissimo. Italia Network è stata una realtà importante nel panorama della dance e della radio.
Sono arrivate un sacco di opportunità e collaborazioni, ho iniziato a entrare negli studi di registrazione, e con il mio background di musicista e dj, ho subito trovato un ruolo partecipativo all’interno del team.

omen-1994

La tua ambizione era fare musica dance?
Certo, io già a casa possedevo le mie macchine, e già facevo le mie produzioni… cioè: tentavo di farle! Poi sono entrato nel team del Palace Recording Studio, della Dfc e da lì, sono partiti i successi. :)

Come sono partiti?
Un giorno sono arrivato in studio al Palace, e mentre “Afrika Bambataa” stava registrando :) ho timidamente scritto qualcosa al pianoforte. Ho conosciuto Fulvio Zafret, Mario Pinosa e Sergio Portaluri, e abbiamo deciso insieme di cominciare a fare qualche produzione e dopo le prime due un po’ sperimentali, è arrivato “Automatik Sex”.

EINSTEIN DR DJ “Automatik Sex”

Te lo sentivi che “Automatik Sex” sarebbe stato una bomba?
No, “Automatik Sex” mi piaceva tantissimo, ma il fatto di percepire il disco una bomba, mi è accaduto dopo con “Eins Zwei Polizei”. Quel disco lo sentivo proprio così: una bomba atomica!

Da “Automatik Sex” a “Back from Galactika”, sono sempre molto caratteristiche le intro, elaborate e sognanti. Come mai hai fatto questa scelta, visto che spesso i djs tagliano le intro quando suonano i pezzi?
Mi è sempre piaciuto molto il tema applicato al mondo del cinema, e ho pensato di rendere il disco cinematografico. Valutando la storia e le sonorità, penso di esserci riuscito. I suoni progressive, poi, sono stati centrati in pieno e hanno determinato il genere dell’epoca.

Perché sui dischi hai voluto fare una versione in italiano e una in tedesco?
Ho sempre amato questo, nella musica techno. Mi piace inoltre l’effetto che fa sentir parlare un computer, piuttosto che lo speaker di un aeroporto.

Sul retro dei dischi (info side per capirci) spesso si trovavano delle versioni quasi hardcore #padellepure :D

Quelle erano legate al mio parallelo, alle serate che facevo in discoteca dove suonavo quella musica. L’idea era di importare un genere club da discoteca (che poi proponevo anche in radio) che era la prima Rotterdam, o se preferisci, chiamiamola la prima hardcore. Quelle erano le sonorità che preferivo, e tutt’oggi sono affascinato da talune sonorità classiche del passato e da altre più nuove; è l’evoluzione. Alcune cose oggi mi sembrano vecchie, altre molto attuali. I Kraftwerk, per esempio, sono ancora attuali, seppur fatti con dei modulari degli anni settanta.

Che ne pensi dei dischi che escono oggi giorno?
Manca tutto, non sento più il fascino di ascoltare dischi nuovi. Non capisco più i generi e la logica nei dischi, e in più, non li sento più alle radio (a parte qualcuna settoriale). Il genere dance è sparito.

Polemica dj vinile e nuove tecnologie: che ne pensi?
Sono favorevole a tutto, non sono d’accordo sul fatto che un vero dj suoni solo vinile. Il disco è bellissimo, e con lui, puoi dare il meglio tecnicamente.
La ricerca tecnologica, però aiuta i djs a essere più creativi, con suoni, plug in e sincronizzazioni.
Non dimentichiamoci, che la cosa fondamentale, è la scelta del disco successivo, e dell’onda da creare per far presa sulla gente, e quella non la compri. Se sbagli il disco svuoti la pista, se sbagli il missaggio no. Poi ovvio che se uno è bravo, è una gran cosa, oggi, però, passa in secondo piano.

Il producer oggi: qual è la tua opinione?
Si è perso il team di produzione, il gusto di stare insieme. All’interno di un team ognuno aveva le sue competenze, e c’era un confronto. Oggi questa cosa si è smarrita, perché con una home studio, uno è in grado da solo di fare un prodotto. Ogni produttore è chiuso nel suo mondo, da solo.

EINSTEIN DR. DJ “Elektro Woman”

“Automatik Sex” e “Elektro Woman” sono molto simili: la legge del follow up?
Era la logica tipica degli anni novanta: uscire con un disco simile al precedente, quando questo è stato un successo. In “Electro Woman”, però, c’è stato uno sforzo di produzione, nel mettere anche una parte cantata, per far crescere la qualità del prodotto. In ogni caso, preferisco “Automatik Sex;-)

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MO.DO
“Eins Zwei Polizei”

Arriviamo al progetto Mo.do, da te prodotto, con la voce del compianto Fabio Frittelli . Raccontami la creazione di questo pezzo.
Conobbi Fabio in studio, lui provava a fare il cantante … con scarsi risultati dal punto di vista vocale.
Un giorno, scherzando, mi disse: “Senti, io sono tedesco” e gli rispondo “bene, dimmi qualcosa” e lui, con la sua fantastica voce, mi disse: “Eins Zwei Polizei”. Gli chiesi di continuare, e mi fece tutta la filastrocca. Mi colpì moltissimo e lo portai immediatamente nell’altro studio per registrarne la voce. Gli misi la cassa di “Automatik Sex”, accesi il microfono e gli dissi: “Rifammela qua sopra… la filastrocca”. La sera andai a casa con la sua voce registrata nella cassettina, la campionai sulla S 1000 dell’Akai, e la stessa sera, il disco era pronto. All’inizio : “Eins Zwei Polizei” è stato percepito come simpatico, poi, è diventato un successo clamoroso. I dischi successivi, non ebbero la stessa fortuna. “Eins Zwei Polizei” è irripetibile, per la semplicità delle parole. Il tedesco è difficile, e nonostante questo, quella filastrocca è stata compresa e cantata in tutto il mondo.

La domanda classicona :D Visto che tu sei stato protagonista anche come dj negli anni novanta…cosa c’era allora nei dancefloor che oggi non c’è più?

Da dove cominciamo?
L’economia non c’è più, gli anni novanta erano un momento ottimo. Il mercato discografico, dei djs e dei negozi di dischi, non esiste più. Non c’è più l’atmosfera, i giovani sono cambiati, si divertono in altri modi, dedicano meno tempo alla musica e… più al computer… fanno i meme :D
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In seguito alle tue produzioni su etichetta “Plastika”, avevi aperto la tua label “Enterprise” dove hai stampato “Back From Galactika”… (*il capolavorissimo di Einstein Dr. Dj *_*)

EINSTEIN DR. DJ “Back from Galactika”

*________________*

Sì, e avevo anche deciso di cambiare la voce. Non era più Jasmine, che era colei che aveva prestato la voce per “Automatik Sex”, ma Elisabetta, un’amica che parlava benissimo il tedesco.
Il concetto del disco, invece, rimaneva sempre quello di colonna sonora spaziale.
Peccato, il disco meritava, ma in quel periodo, nella techno c’erano influenze dal beat molto veloce; bpm alti ovunque.

Dilagano le serate memories dedicate agli anni novanta: perché funzionano così tanto?
Secondo me, i gestori le fanno volentieri, con l’intento di portare un pubblico più adulto.

Cosa provi quando sali sul palco come ospite di qualche evento anni novanta, nel vedere tutta quella gente a osannarti dopo vent’anni dall’uscita dei tuoi successi?
Sono belle cose, soddisfazioni. C’è un po’ di tensione prima dell’esibizione, perché io sono un ansioso
ma …ancora oggi sono migliorato, in passato ero terribile :D.

RADIO ITALIA NETWORK
EINSTEIN DR. DJ
MASTER QUICK

Mi racconti un episodio che a ricordarlo oggi ti fa sorridere?
Serata a Napoli, vent’anni fa. Arriva il p.r. del locale e indossava il cappellaccio della Umm, quello lunghissimo (*li ricordiamo tutti credo :D) e mi dice: “ah tu sei Ainscccccccstain…no, perché vedi, qua noi suoniamo tutto fannnghy e tribbbbbbbbbbbal” :D ed io avevo la valigia dei dischi che partiva dai 200 bpm :D:D:D
La cosa più bella: ho cominciato a suonare, e dopo dieci minuti, c’è stata una vampata di fiamme sul mixer, ha preso fuoco tutto :D :D:D:D:D:D e sono arrivati con l’estintore mentre suonavo, un macello. In dieci minuti le casse suonavano “Pct pct”, sembrava di essere dal barbiere. :D
Mestamente, ho preso la valigia, sono passato dall’ufficio, e me ne sono andato. Ancora oggi non mi capacito di come abbia potuto prendere fuoco.

Quanto dobbiamo aspettare per ascoltare il nuovo Einstein Dr. Dj?
Non rispondo.

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Stai tramando qualcosa :D e non vuoi dirlo
Può essere.

Facciamo una pausa sigaretta che si rivela miracolosa :D:D

Penso a varie cose, mi sto organizzando con lo studio.
Dunque..il nuovo disco potrebbe non essere un singolo, ma un Lp! La vera sorpresa… sarà il genere, potrebbe anche non essere da discoteca…

EINSTEIN DR. DJ “Cosmic Radio Station”


 
 

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