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Trionfo per Leo Nucci, con bis, in Rigoletto al Ljubljana Festival

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di Maria Luisa Runti

Straordinario successo per l’edizione di Rigoletto che il Teatro Carlo Felice di Genova ha proposto al Ljubljana Festival, brlek-trichilo-ph-sasa-despot introdotto dalle toccanti e commosse parole del Direttore Artistico del Festival Darko Brlek e dell’ Ambasciatore italiano in Slovenia Paolo Trichilo che hanno ricordato la tragedia che ha colpito la città pochi giorni orsono.

Rigoletto, opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, è tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s’amuse e con Il trovatore e La traviata forma la cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi.
Inizialmente fu oggetto di censura come pure, nel 1832, il dramma originario Le Roi s’amuse, riproposto solo 50 anni dopo la prima. Nel dramma di Hugo erano infatti descritte senza remore le dissolutezze della corte francese ed il libertinaggio di Francesco I, re di Francia. Verdi decise perciò di far svolgere l’azione alla corte di Mantova, a quel tempo non più esistente, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova.
4-rigoletto-ph-sasa-despot Intenso dramma di passione, tradimento, amore filiale e vendetta, Rigoletto non solo offre un’ unione di ricchezza melodica e potenza drammatica ma pone lucidamente in evidenza le tensioni sociali dell’epoca. Massimo Mila afferma, in uno dei suoi studi verdiani, che il compositore di Busseto con Rigoletto, arrivò alla “conquista dell’unità drammatica”. La prima ebbe luogo al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo del 1851.

bis-rigoletto-ph-sasa-despotLeo Nucci ha stregato il pubblico con la potenza timbrica della voce, con armoniche coloriture a volte struggenti ed altre aggressive e drammatiche. Un Rigoletto tratteggiato con intime, profonde finezze attoriali che rendono ancora più umano e tragico il suo personaggio. Ovazioni dopo il “Sì, vendetta, tremenda vendetta” bissato trionfalmente.
Marina Monzò è stata una Gilda esemplare per coloriture, grinta e ritmo con un ampio registro di acuti, gorgheggi e toccanti, soavi fraseggi. Celso Albelo ha reso il Duca con una buona e potente tessitura vocale ma l’interpretazione è stata scevra di slanci interpretativi, non è riuscito ad entrare nell’animo del personaggio ed a dargli la forza che avrebbe dovuto avere.3-rigoletto-ph-sasa-despot Dario Russo è stato un convincente Sparafucile accanto ad Anastasia Bolydreva nel ruolo di Maddalena. Buon registro armonico e sensibile prova attoriale nel breve ma complesso personaggio. Tutti gli altri artisti della compagine di canto hanno adeguatamente contribuito al successo dello spettacolo.
Gianluca Marcianò ha impresso all’Orchestra del Carlo Felice una discreta direzione e concertazione. Un connubio armonico di sonorità e cromie timbriche, una lettura abbastanza attenta sebbene non sempre coinvolgente, coadiuvata dall’ottimo coro, diretto da Franco Sebastiani. A tono, con qualche estrosità, i costumi di Regina Schrecker.
2-rigoletto-ph-sasa-despot Magnifica la regia di Rolando Panerai, il mitico, leggendario baritono che, dopo l’addio alle scene come cantante, ha scelto questa via per non abbandonare il teatro. Panerai, cui si deve anche le scenografia, semplice ma di effetto con le boschive proiezioni filmate sul fondale, ha impresso all’opera una lettura del tutto innovativa e più intimamente contemporanea rendendo più umani e veritieri i personaggi. Il suo Rigoletto è un uomo sofferente che già nella scena iniziale viene spogliato dei suoi abiti per indossare, beffeggiato, quelli del giullare del Duca. Un’anima che si tormenta di continuo, reagisce e subisce. Gilda stessa cerca di consolarlo e di essergli vicina ben comprendendo sofferenze e timori ma senza rinunciare alla sua storia d’amore. E’ una donna innamorata, decisa a giocarsi il tutto per tutto pur di salvare l’amante. Magnifico il duetto finale dove Panerai sottolinea la fragilità di Rigoletto, abbracciato dalla figlia moribonda ma ancora capace di infondergli forza, un filo di speranza che le sue preghiere e quelle della madre gli porteranno dal cielo.
Applausi scroscianti ed interminabili hanno coronato il superbo spettacolo.

MARIA LUISA RUNTI
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