aquileia medioevo Aquileia e la sua leggenda
Nel 452 d.C. la minaccia di un’invasione del popolo unno si fece concreta quando, sotto la guida del feroce Attila, gli Unni piombarono in Italia distruggendo senza pietà alcune città italiane. Aquileia venne rasa al suolo e la popolazione sterminata integralmente.
La leggenda del “Puteum aureo” o del pozzo d’oro nasce in quel periodo. Si racconta che tutti i tesori dei nobili e dei ricchi della città di Aquileia sarebbero stati nascosti dagli schiavi in un pozzo, per evitarne la cattura da parte di Attila che stava avanzando con le sue orde.
Storicamente, però, il pozzo d’oro non è mai stato rinvenuto e ancora oggi, nei contratti di compravendita dei terreni nella città di Aquileia, è regola inserire una clausola, la “ius putei”, la quale prevede che, nel caso scavando, venisse alla luce il tesoro, questo spetterebbe di diritto al vecchio proprietario.

“«Alcuni abitanti di Aquileia, durante la conquista da parte di Attila, erano riusciti a fuggire prima dell’incendio, trovando rifugio nell’isola di Grado. Prima della fuga, però, avevano fatto scavare ai loro schiavi un pozzo in cui avevano nascosto tutti i tesori e gli oggetti d’oro. Per mantenere il segreto gli schiavi furono annegati, e il pozzo d’oro mai ritrovato». [……] «E non è tutto. Alla leggenda, nel corso dei secoli, si è aggiunta una credenza popolare che dice che ogni tanto l’anima di qualche servo annegato nel pozzo si ripresenta per vendicarsi, annegando qualcuno e lasciando sul posto un piccolo cumulo di terra, come segnale per il tradimento subìto»”.

(Tratto da “Le strane morti di Aquileia”)


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