Lug
03

Il team simbolo degli anni ‘90 si racconta: Datura, la storia ! :D

Bologna, Maggio


di Katya Malagnini
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È la mia ultima notte di una settimana di vacanza a Milano, ho fatto la brava e sono andata a letto presto. :D 
Tuttavia, alzarsi alle sei del mattino per una che a quell’ora è abituata ad andare a dormire :D:D ha un che di mistico che nemmeno il testo di “Voo-doo believe” …

DATURA “Voo – doo believe” 1996

Apro gli occhi e c’è il sole, anche se il mio cervello… disabituato all’alba, mescola tutto, e completamente rincretinita dal fuso orario, faccio un mix mentale … tra El sol, La Luna e Las Estrellas :D

Diciamo che l’occasione era più che speciale per stravolgere il mio timing, ero infatti attesa nella città di Bologna, dal duo leggenda della musica techno / trance / dance / house (fate voi!) in Italia … i Datura.

Arrivo ad imboccare via Mecenate, quando la coda di automobili in odore d’immissione in tangenziale, mi fa passare definitivamente qualsiasi voglia di pagare l’autostrada per arrivare a Bologna l’indomani :D:D:D.


Recito un Mantra *_* tibetano :D e faccio “inversione a U” (*leggetela con la voce del navigatore) decidendo di percorrere la statale (mai scelta fu più saggia).

Arrivo a Bologna in tarda mattinata, con largo anticipo rispetto alle previsioni del mio navigatore, pertanto, mi fermo in un locale, dove un tizio mi attacca bottone -.-’ mentre io m’interesso molto di più al suo cane (adoro i Carlini *.*).
Mentre bevo il mio orzetto, il tizio mi sBOLOGNA :D (è proprio il caso di dirlo) il suo cane per andare in bagno. Accetto volentieri di giocare con questo meraviglioso Carlino (che scoprirò poi, si chiama Devil :D) e nel frattempo, mi leggo anche … Il Resto :D del Carlino per rimanere aggiornata sulle notizie, e soprattutto, sento i Daturini, per le ultime direttive d’arrivo.

Nonostante tutto l’impegno di Stefano, il mio navigatore crea percorsi molto alternativi con l’unico scopo di farmi perdere.
Alla fine, dopo aver scaraventato l’auto in un economico :D:D:D e accomodante parcheggio, mi dirigo a piedi verso il loro studio, dove presa dalla foga di rivedere l’adorata città rossa dopo otto anni d’assenza, gli passo tranquillamente davanti dritta senza nemmeno vederli. :’D

Durante l’intervista, ogni tanto conversano tra di loro, confrontandosi sulle loro produzioni.
Sono uno spettacolo, è come vedere Sandra e Raimondo della dance :D:D

ciro-e-stefano.jpgFin da subito, Stefano inizia a litigare con Youtube alla ricerca di video, e lo farà per quasi tutta la durata dell’intervista. Ciro, invece, mantiene il suo proverbiale aplomb. Ecco. Io credo di non aver mai visto nella mia vita, una persona calma e pacata come Ciro. Per me… ha una carriera mancata come docente di Yoga, potrebbe pensarci ! :D
Entrambi ironizzano continuamente con l’età e il tempo che passa, e visto questo “complesso”, scriverò che ci conosciamo da millenni e non da anni, così sono più contenti. :D

Sono sempre stati umili e di una gentilezza disarmante, e quando ci è capitato di lavorare insieme in consolle, non ho mai percepito il “peso” di dovermi confrontare con i “Datura”, perché si sono sempre rapportati con rispetto, e questa, qualora non bastasse la loro lunghissima storia, è una cosa a livello umano che non è che fa la differenza: è determinante.
Intanto, un dato di fatto è che gli anni effettivamente passano, ma contrariamente a quanto accade a un comune mortale come noi che leggiamo, non segnano numeri in più solo sulla carta d’identità, ma aggiungono pezzi importanti a una storia che dura da ventitré anni.

Vi scrivo qualche titolo, giusto per vedere se PER CASO :D vi dicono qualcosa…
“Nu Style”, “Yerba del Diablo”, “Devotion”, “Eternity :D”, “Fade to Grey”, “The 7th Hallucination”, “Mystic Motion”, “Infinity”, “Angeli Domini”, “Mantra *______*”, “Voo-doo Believe”, “The Sign”, “I will pray”, “I love to dance”, “Will be one” e “Summer of energy”.
Ho come l’impressione che questi pezzi li conosciate :’D
Qualche accenno sulle vite precedenti :D di Ciro Pagano e Stefano Mazzavillani è indispensabile, per comprendere molte cose. Tuttavia, dato il loro lunghissimo percorso artistico e musicale nel pre-Datura, e dal momento che qui… ci occuperemo della loro storia (per l’appunto) come Datura, v’invito a visitare il sito ufficiale per ulteriori info, dove troverete le rispettive biografie http://www.datura.it
Una curiosità su di loro, è inevitabile citarla: entrambi, hanno intrapreso per un periodo, la strada giornalistica, per prestigiose testate che si occupavano di musica.

Ciro Pagano nasce a Bologna sotto il segno dell’Acquario. S’appassiona alla musica grazie al fratello maggiore, chitarrista. Segue questa strada e inizia a suonare rock progressivo. Nel frattempo, studia brillantemente lettere e filosofia, e prende lezioni private di solfeggio e di violino. Scrive “Mamma Dammi La Benza”, pezzo cult del Centro D’Urlo Metropolitano e fonda i Gaznevada, con i quali riscuote un notevole successo. Con loro, partecipa alla realizzazione di “Uffa Uffa” di Edoardo Bennato, e dopo altre collaborazioni, viene ingaggiato dai Righeira.

Stefano Mazzavillani, nasce a Ravenna sotto il segno dei Pesci, e inizia molto presto lo studio del pianoforte *_________* per poi intraprendere privatamente anche quello della chitarra, fino ad appassionarsi alla musica elettronica, scoprendo i primi sintetizzatori analogici. Più in là, si cimenterà anche con il fagotto e il contrabbasso. Dopo numerose esibizioni, partecipa al tour di Sergio Endrigo, e successivamente, è pianista e tastierista per l’album “Occulte Persuasioni” di Patty Pravo. Successivamente è in tour con Ivan Cattaneo, e poi con i Righeira, dove conosce Ciro, che fa parte della band come chitarrista.

I due si conoscono e qui … inizia la storia che stiamo per raccontarvi. Più che una storia è un’avvenTURA: la cultURA dei Datura!


firma-autografi.jpgSaltelliamo da un anno all’altro, perché altrimenti, scadiamo nel banale, ed è l’ultima cosa che vogliamo :D

Ciro, Stefano, ciao e grazie per aver accettato l’intervista surreale :D Iniziamo: da dove siete partiti?


Stefano: Da lontano… Mi mandarono a studiare il piano, e in quel momento la musica entrò nella mia vita per non uscirne più. Volevano che diventassi un pianista importante di musica classica, mia madre mi aveva iscritto al Conservatorio di Milano facendomi trasferire lì, ma a un certo punto ho sclerato, e quando ho smesso di studiare, mi hanno riportato a Ravenna dai miei amici. Io volevo solo giocare a pallone, e tra l’altro, proprio in quel periodo la squadra del Ravenna mi aveva comprato, ma mi ero rotto una gamba. -.-‘

Quindi, un insieme di sfighe mega galattiche!

Nooo, è che non potendo più fare il calciatore, mi sono avvicinato completamente alla musica.

Sai, il periodo adolescenziale sembra un’epopea lunga, ma in realtà dura pochissimo, e succedono tantissime cose a stretta distanza, è quando ne hai quaranta che non succede più un ca…volo :D
Quando poi inizi a renderti conto che puoi guadagnare con la musica, prosegui in quella direzione. Nel 1979, quando avevo sedici anni, mi sputtanavo un sacco di soldi comprando strumenti, ero sempre a Bologna in negozio. In quel periodo si muoveva tutta la scena musicale che a Bologna è sempre stata particolarmente sviluppata e in gran fermento: Lucio Dalla, Vasco Rossi… c’era Johnson Righeira, già prima di fare “Vamos a la playa”, c’era anche Ciro, già molto in vista con i Gaznevada, dove ricopriva il ruolo di chitarrista, e c’era un’etichetta indipendente, l‘Italian Records che poi è diventata la DFC. Da lì a poco naque l’Irma records, la nostra futura etichetta. Quindi, è facile comprendere quanto fosse esteso il movimento musicale in questa città, in paragone alla sua ampiezza.

Come conobbi Ciro? Lui non se lo ricorda, ma io andai da lui in qualità di esperto di strumenti musicali elettronici mandato dal mitico (mio) maestro Fugazza, docente di musica elettronica al conservatorio di Bologna, che all’epoca frequentavo. Poi, la conoscenza reale è avvenuta qualche anno dopo, quando ci trovammo entrambi in tour con i Righeira.


Tornando a me, mi misi a scrivere musica, per poi cominciare a lavorare negli studi di registrazione. Di conseguenza, iniziai a collaborare con diversi artisti, tra cui Patty Pravo e Ivan Cattaneo fino al tour con i Righeira dove conobbi (stavolta davvero) Ciro, e ci dicemmo:
Perché non facciamo qualcosa insieme”?



Questo “qualcosa insieme”, visto con il senno di poi di tutta la saga discografica siglata Datura, ha lo stesso effetto brivido di una seduta di crioterapia :D:D <3

Ciro: mio fratello suonava in una cover band, e questo mi ha permesso più facilmente di avvicinarmi tecnicamente alla chitarra, che ho appreso da autodidatta, per poi perfezionarmi prendendo lezioni. All’inizio suonavo e ascoltavo vari generi musicali, poi ho visto un film che mi ha cambiato completamente la visione musicale: “Woodstock”.

credo che per un musicista, nello special modo un chitarrista, equivalga all’apparizione della Madonna di Fatima più o meno :D:D
In seguito, inizio un percorso rock più preciso, siamo nella metà degli anni settanta, dove la facevano da padrone, il rock psichedelico e la cultura “freakkettona”: quella di “peace love and music” per intendersi. A quei tempi, frequentavo l’università, e di conseguenza, tutto l’ambiente che la circondava. Erano anni di forte contestazione… e all’interno del movimento studentesco c’era anche un’ala creativa i cosiddetti “Indiani Metropolitani”, con i quali io condividevo la mia passione per la musica e non solo. Verso la fine del 1976, inizio ’77, iniziai a frequentare una casa occupata in via Clavature, nel centro di Bologna, la “Traumfabrik“, ispirata alla Factory di Andy Warhol, e frequentata da musicisti, fumettisti, tra cui Filippo Scozzari, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, e scrittori in erba quali Enrico Palandri e futuri registi tra cui Emanuele Angiuli e Renato de Maria autore, tra gli altri, del film Paz che racconta proprio di quegli anni. Ed è qui che nascono, dalle ceneri del il Centro d’Urlo Metropolitano, i Gaznevada. 
Nel settembre del 1977 in occasione del “Convegno contro la repressione”, veniamo chiamati senza preavviso sul palco per esibirci come Centro d’Urlo Metropolitano ed eseguire il brano “Mamma dammi la benza”. 


In quell’occasione, accade una cosa incredibile: quello che proponiamo, la nostra musica, è così fuori dai soliti canoni dell’epoca, che la gente inizia a manifestare il proprio disappunto e noi, per tutta risposta, “inveiamo” contro di loro. A quel punto la gente inizia a lanciare sul palco palle di carta che noi prontamente ricambiamo rilanciandole loro e il pubblico divertito ce le ritorna. Inizia così una “battaglia” di “palle di carte”, dal palco alla platea e viceversa: sono i primi “vagiti” del rock demenziale.
 Qualche tempo dopo, veniamo letteralmente rapiti della nascita del movimento punk, che proprio allora stava esordendo e così, decidiamo di cambiare nome al gruppo che si chiamerà Gaznevada. Un’avventura che proseguirà fino al 1988.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gaznevada

Quand’ è stato il momento in cui avete deciso che sareste stati un team dance?
Stefano: Mah, iniziamo con il dire che “Dance” è un termine che non sentiamo nostro, troppo italiano, non ci appartiene. 
Dobbiamo dire tantissimi grazie a Johnson ..eravamo in tournée e nel frattempo, stava arrivando la grande onda dell’house, che stava per spazzare via tutta la cultura musicale precedente, compreso il modo di fare musica degli anni ottanta. Stava nascendo la Club Culture, la cultura della musica da club.
Nessuno se ne rende conto, soprattutto in Italia, ma è esattamente quello il momento in cui nella musica è cambiato tutto e il dj è diventato protagonista. La musica di tendenza non nasce più nelle cantine ma nei club. C’è un cambiamento profondo rispetto alla scena precedente.
Come ti diceva Ciro, la stessa cosa avvenne con il punk alla fine degli anni settanta, e una cosa del genere, fino al 2000, avveniva ogni dieci anni circa.


Ciro: Ricordo ancora la prima volta che ascoltai “French Kiss” di Lil Louis in un locale di Modena, e pensai: “Cos’è sta roba?!?!” Ero sbalordito!

C’è stata un’evoluzione fortissima, tanto da sentire le cose e non capirle: era sempre musica ma rispetto a ciò che c’era prima, era incomprensibile.

Stefano: questo brano era la “hit da classifica” del movimento techno di Detroit. Io, all’epoca (parlo per me) ero un musicista fighetto cui non piaceva mai un cazzo, adoravo il Jazz, e a un certo punto, sono stato travolto da questo nuovo movimento, tanto che mi venne la voglia provare a farlo anch’io!
 Dato che la cosa piaceva anche a Ciro, ci abbiamo provato insieme :))

Era un’epoca fortunata, dove avevi anche due/tre anni di autonomia per poterci provare, perché le case discografiche e le etichette indipendenti (che nel frattempo erano sorte come funghi) si erano riciclate con la nuova ondata musicale e incassavano soldi a palate ti davano credito.

Scusate, non so se rendo, ma in queste righe vi sto scrivendo il momento esatto in cui sono nati i Datura #nonsosemispiego :D

datura_logo_stregone1.pngCiro: La prima cosa che feci quando decidemmo d’iniziare a collaborare, fu quella di sbarazzarmi dell’amplificatore e del distorsore, per acquistare un campionatore e un computer.

Stefano: il campionatore è lo strumento della rivoluzione; c’era già prima, era grande come un grattacielo, ma veniva utilizzato per limitare gli strumenti tradizionali. In seguito è diventato uno strumento creativo, dove si prendevano pezzi di musica, come un accordo di piano, e da quello, ne creavi altra musica, facendone un giro nuovo. 
Era un bellissimo periodo, dove c’era davvero un gran fermento e i discografici, stampavano con facilità (salvo che il disco non fosse realmente una porcheria) e lo facevano in molte migliaia di copie. Tra l’altro, particolare non trascurabile, ti davano un anticipo che ti permetteva di vivere.

Intanto, su Facebook, i Datura hanno nove milioni di notifiche :D:D:D:D



Avevamo appena creato il nostro studio di registrazione, che abbiamo chiamato Coco Studio nome rimasto invariato :D e grazie al rapporto di amicizia con Red Ronnie, nello stesso periodo c’inventiamo una cosa che nessuno fino a quel momento aveva fatto: creare i cantati con le voci parlate. Un lavorone!
Prendevamo le Vhs con le sue interviste, le guardavamo, e le parti che ci sembravano belle, le registravamo su Dat. Poi, passandole sul campionatore, cercavamo di capire come suonavano all’interno della base.
Nacque così, nella primavera del 1990, “Be For Bebop”, la sigla del programma “Be bop a lula” di Red Ronnie, che facemmo noi con lo pseudonimo Do It.


Prima facciamo la versione per la sigla, che va da paura, e finisce anche nella classifica del settimanale “Tv, Sorrisi e Canzoni”, poi sentiamo il campione di un pezzo di un’intervista a Vasco Rossi, che dice “carico, carico, carico!” e drizziamo le antenne.

Cecchetto, nel frattempo, aveva sentito la sigla, e aveva detto:
Questo è una bomba!”, ci siamo messi al lavoro, e poi abbiamo incontrato Albertino e Molella, che hanno elaborato una versione di “Carico, Carico, Carico”.


la cercano su Youtube, ma ne trovano soltanto una messa a velocità pitch +185 :D che più che Vasco Rossi, a dire “Carico carico”, sembra la voce della mondina della Lomellina.


In questo periodo, accade un’altra cosa fondamentale della nostra storia. Conosciamo Riccardo Testoni, in arte Dj Ricci, all’epoca d.j. del Matis, e insieme a lui realizziamo una versione di “Carico carico carico”, che poi in realtà si rivela come un brano a se stante vero e proprio, nonché il suo primo disco: “Bla Bla Bleep”, ricco di atmosfere che precorrono la trance. 


Mentre il video scorre, emerge l’indole da musicista di Ciro e Stefano, e i due si scambiano opinioni e ricordi, sul tipo di sequencer utilizzato.



Ricci era molto influenzato dai suoni che arrivavano dal nord dell’Europa, piacevano a tutti.

Siamo sempre stati molto affascinati da questi suoni! Qui già si sente che l’anima dei nostri dischi, più che techno è trance *_* anche se il termine non era ancora stato coniato ufficialmente, perché ricordiamolo, stiamo parlando del 1990. Ci pulsava nelle vene la grande musica bianca europea!

Dj Ricci è scomparso prematuramente nel 2000. Volete raccontarmi un particolare ricordo che avete di lui?

Ciro: “Eravamo tutti molto affiatati c’era davvero un buon feeling tra noi tutti… Fu Ricci a presentarci Cirillo. Ci disse: conosco un dj che fa al caso nostro. Insomma, avevamo esordito con “Nu Style” il nostro primo singolo, al quale è seguito “Yerba del Diablo”. E proprio a “Yerba del Diablo” è legato un bell’aneddoto sulla personalità di Ricci.

yerbadeldiablo.jpgMentre ci trovavamo nella fase finale della lavorazione del pezzo, tra l’altro avvenuta in tempi brevissimi, tra di noi si era innescata una magia fantastica: avevamo trovato le voci, la Sciura dei Datura:D:D ecc..
.
Una notte, mentre il brano “girava” da un bel po’ nel nostro studio, Ricci ci disse che c’era qualcosa che ancora non lo convinceva , e ne era profondamente sicuro, tanto da agitarsi notevolmente. Così facendo si appoggiò al muro e, spense, inavvertitamente l’interruttore della luce, e (paradossalmente) lo studio s’illuminò. Ricci urlò:
“Ecco che cosa c’era che non andava!!! La luce accesa!!”

Fu un’intuizione…
Perché lui ragionava da D.j. e in discoteca si balla al buio, e quindi, il disco non gli dava lo stesso impatto ascoltandolo con le luci accese!

GENIO ASSOLUTO <3


Non riusciva a capire cos’era che non andava, perché lui vedeva il disco già sul dancefloor, ed effettivamente, quando si spensero le luci, la differenza fu notevole: il disco era diventato davvero una bomba atomica.!
Ricci era una persona molto semplice, ma al tempo stesso dotato di un inimitabile intuito musicale, e con noi il feeling era totale!

Stefano:Coglieva un sacco di sfumature, tanto che capiva che il disco non era in grado di comunicare le stesse cose se ascoltato con le luci accese. Era dotato di un’istintività come pochi altri!
 Fu lui a portare Cirillo nel team, che all’epoca era quello che girava il mondo per cercare i dischi giusti, andava a Francoforte, trovava il disco giusto e ce lo portava, perché a quei tempi, trovare le novità non era di certo facile come oggi. A confezionare i pezzi, con le durate e le stesure, invece, era Ricci, che senza nemmeno conoscere i nomi degli strumenti, aveva una sensibilità assolutamente fuori dal normale; le main version dei primi Datura sono state tutte fatte da lui. 
Quando facemmo “Nu Style”, che…come già detto fu il primo singolo firmato Datura, dove elaborammo un campione dei Beastie Boys, la versione fatta da Cirillo era talmente strana, che prese un’altra direzione, difatti la chiamammo “Datura Stramonium”, *_*
caratterizzata da suoi tipici della techno americana, era proprio “Detroit inside”.

Mentre Stefano mi fa ascoltare dei pezzi su Youtube, notiamo all’unisono che sulla destra, assieme ad altre loro produzioni, il canale suggerisce Katy Perry o.O’ e in coro, ci facciamo un’unica, esaustiva domanda: “Why”? :D:D



Non ci sarà mai più un periodo come quello dal 1991 al 1995: facevi un pezzo, e andava in classifica. Prendi “Eternity”, per esempio. Nella classifica era assieme a Madonna, Freddy Mercury e 883 con “Rotta per casa di Dio”! Una cosa del genere è impensabile oggi, perché se non hai dei determinati requisiti pop, non ci vai neanche morto in classifica!

Vabbé… però non stiamo parlando di un disco qualunque :D:D:D:D bensì di “EDERNIDI” :’D :’D l’unico disco degno di nota degli anni NOVANDE ehm NOVANTA! :D:D:D:D

scoppiamo a ridere tutti

DATURA “Edernidi…ehm “Eternity” :D:D:D 1993

per chi si fosse perso la storia della leggenda :D di “Edernidi”, su richiesta, fornisco tutte le spiegazioni del caso :D

Perché avete scelto il nome Datura?
Perché era semplice e intraducibile. Eravamo appassionati della magia che evocava. 



datura-scritta.pngDa grande appassionata di fitoterapia, chiedo: chi era tra voi l’appassionato di botanica e affini? :D 


Tutti… ma più che botanica, ci affascinava la psichedelia! Quando hai più cose cui fare riferimento, come nel caso della parola “Datura”, hai anche più idee! Pensa a quanti input puoi trovare nella magia, nella psichedelia e nella religione!
Noi, infatti, abbiamo percorso un cammino sempre in quella direzione! Ci piaceva anche Soma, (che è un’altra pianta allucinogena) ma era già stato sfruttato, c’è anche un’etichetta discografica che si chiama così. Poi, parliamoci chiaro: Datura è un’altra cosa!

premi_datura.jpg“Yerba del Diablo” è il titolo di uno dei vostri singoli di maggior successo, ma anche la definizione usata per definire la Datura Stramonium, una pianta allucinogena :D utilizzata all’interno di rituali sciamanici Yaqui. Dato che… come da titolo, il brano presenta proprio la pianta (e di conseguenza il vostro nome artistico), perché “Yerba del diablo” fu scelto e uscì come secondo e non come primo singolo?
Semplicemente, perché lo abbiamo fatto dopo! Andò così!
Con “Yerba del Diablo”, si aprirono queste frontiere della magia e delle voci, esplose tutto da lì!

A proposito di voci: ne avete cambiate tante, collaborando con Billie Ray Martin, Danny Losito (Double Dee già noto per “Found Love”), ma una voce, è senz’altro caratteristica dei Datura: la Sciura!!! E noi ora, vogliamo sapere la storia :D Come avete trovato la Sciura dei Datura? :D:D:D

Ciro: Datura è legato a Carlos Castaneda (soprattutto al libro “A scuola dallo stregone”) e lo trovammo persino in “Tex Willer”, nella storia di “Mitla la diablera”, di cui Stefano è un grande collezionista. Nella “Yerba” Avevamo deciso di fare questa “mappa” delle città magiche… poi, dopo i pianeti, i segni zodiacali, le città, ci mancava solo di fare la lista della spesa :D:D:D:D:D con la Sciura dei Datura… e infatti poi l’abbiamo fatta nel nostro programma radiofonico :D:D:D

Si era creato questo trip :D:D con le musiche, e l’idea dei nomi delle città del sud America per “Yerba del Diablo”, solo che dovevamo trovare chi facesse queste voci!
Stefano: Al che, Ciro mi disse: “Ho un mio amico che è portoricano da parte di madre, proviamo con lui, che magari ha una buona pronuncia! Inizialmente, infatti, le voci avrebbe dovuto farle il figlio della Sciura :D
Ciro chiama a casa di questo suo amico e risponde la mamma, e quando ne sente la voce se ne innamora: era bellissima!
Fece quindi registrare le voci a entrambi, ma inevitabilmente, usammo le voci della madre, divenuta poi la mitica “Sciura” dei Datura, nome coniato da Albertino che cominciò a usare la voce nel Deejay Time.

L’ho fatta a Marco Biondi, e la rifaccio a voi :D Datura e Mato Grosso, sono stati, negli anni ’90 i progetti dall’impronta discografica più caratteristica. Pur nella diversità dei singoli, infatti, per un dj cui capitasse tra le mani un disco vostro, era quasi immediato riconoscerne lo stile inconfondibile e marchiarlo con convinzione :D:D
Oggi, invece… i brani sono spesso tutti uguali, persino tra mooolti artisti diversi. Voi che avete lasciato un segno di personalità musicale, come vedete questa continua imitazione alla ricerca di un successo basato sull’eco della hit del momento fatta dall’artista di punta?

Ciro: Diciamo che i nostri dischi si riconoscono, sì.
Sempre impassibile lui! :D Ha vinto!
meme-impassibile.jpg
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Mancano gli stimoli, c’è sempre fretta, e manca la voglia di andare a cercare le cose. L’assenza d’idee, però, è dovuta anche al fatto che tanti studi non ci sono più. Molti produttori hanno cambiato lavoro. Oggi, fare musica, è faticoso, non c’è nessuno che ti supporta. Noi ci rapportiamo con persone che frequentano il nostro studio da produttori, però fanno anche un altro lavoro, molto faticoso. Oggi, vivere di musica è difficile, ma se credi nel tuo sogno, devi essere disposto a fare qualche sacrificio.

Stefano: è una cosa bella questa! Per rispondere alla tua domanda, come dicevamo prima, dobbiamo tener conto del fatto che una grande rivoluzione come quella di cui abbiamo parlato prima, non c’è più stata. Se tu prendi un pezzo del 1986 e uno del 1992, e li confronti, ti sembreranno più lontani tra loro, rispetto a uno degli anni ’90 e uno di oggi. Questo, perché sono suoni diversi all’interno di un linguaggio molto simile. Poi, ovvio che un disco di Martin Garrix di oggi, non è uguale a uno di Ferry Corsten del 2000, ma credo che il concetto sia chiaro.
Dagli anni ‘80 ai ‘90 era cambiato tutto, prima si ballava sul rullante, poi si è cominciato a ballare sulla cassa.
La cosa che mi crea più dispiacere, è che si sia persa completamente la scuola italiana, intendo quella dei produttori, ovviamente. Prima, quando il materiale discografico arrivava sulla scrivania di un importante A&R internazionale, quello italiano era considerato tra i più importanti, oggi è buttato in un angolino, e viene ascoltato dopo quello inglese, tedesco, svedese, olandese, rumeno, greco, ecc… è diventato praticamente impossibile, oggi, produrre una hit italiana pop/dance commerciale che diventi internazionale. Siamo tornati a essere una provincia in questo senso, nemmeno negli anni settanta era così. Chi ci è riuscito, è perché è stato capace di uscire dal tunnel pop-dance facendo cose un po’ più club o di tendenza, come ad esempio Nari & Milani o Pirupa. Poi sembra che i produttori non siano più artisti e non ragionino più da tali, comportandosi invece come i discografici, avendone assimilato la mentalità più becera… sento ragazzetti dire (o scrivere): “devo fare il mio nuovo disco per l’estate”… ma cosa vuol dire??!! Un artista/produttore deve pensare a fare i dischi belli e punto, non a collocarli in estate o in inverno o nelle mezze stagioni…
Poi c’è il bello e il brutto della nuova mediaticità. I social network, Facebook in testa, hanno democratizzato la promozione della musica e ti permettono senza dubbio di farlo da solo, ma il rovescio della medaglia è che chi ha il papà più ricco può “urlare” più forte degli altri che è un famoso dj producer quando lo conoscono solo i suoi amici… può dire che sta girando il suo nuovo video quando in realtà se lo paga da solo (sai, una volta i video li facevano le case discografiche!)… può comprarsi premi, awards, passaggi televisivi, fare autobuying su itunes e beatport e andare primo in classifica con 300,00 euro… tutto questo non serve a niente! Perchè poi vai a vedere e fanno 50.000 visualizzazioni su youtube avendo speso 10.000 euro per auto-promuovere un disco inutile…
Il bello della musica è il fatto che vince sempre da sola: ancora oggi se fai il pezzo giusto e sei fortunato non ti può fermare nessuno.

img_1209-datura-20131.jpgPoi c’è il problema della gerontocrazia in consolle, perchè non c’è stato nessun ricambio generazionale: oggi i protagonisti del clubbing italiano sono quasi tutti tra i 40 e i 50 anni (vedi noi!). Difficile stabilire se sia colpa dei vecchi che fanno quadrato e non mollano, o dell’incapacità dei giovani di prenderne il posto. Di sicuro la musica e la sua evoluzione non aiutano il ricambio generazionale!
Quando noi vent’anni fa eravamo in classifica e molto esposti mediaticamente, andavamo nei club a suonare nelle main-room, ma c’erano anche le sale B con il revival 70-80. Oggi, noi andiamo a fare i guest nelle main room di sabato sera in mezzo ai giovanissimi ed è come accendere la luce, come se li liberassimo dall’oppressività della musica di oggi per farli sorridere e divertire davvero!
Francamente, non credo che sia merito della musica che suoniamo ancora oggi, ma della pochezza della scena odierna.
Poi nel 2004, abbiamo “salutato” la produzione di inediti facendo un disco con Gigi Dag (”Summer of Energy”), e abbiamo iniziato a coltivare il nostro progetto di divulgazione della musica anni ’90. Senza dubbio ci credevamo, ma francamente non avremmo mai pensato che potesse succedere tutto ciò che ci accade oggi. Invece in pochi anni, soprattutto con la nostra festa “We love the 90s”, siamo diventati il punto di riferimento nazionale per i parties dedicati agli anni 90.

welovethe90s-logo-trasparente1.pngCi sono #ottocentosettantaduemilastaffdipersonechefannoserateanninovanta :D:D:D che cos’è che fa la differenza per funzionare? Il vostro nome? Avere uno staff forte?
La differenza la fa l’insieme, la sinergia che si crea. Uno staff che funziona, ovviamente è fondamentale. Noi ad un certo punto abbiamo incontrato la persona giusta, il nostro amico Max, che è uno degli organizzatori pù forti di Milano e che aveva la cultura e il background giusto per sposare un progetto come il nostro e completarlo con un vero e proprio format. “We love” non è una serata, oppure il solito festival dove oltre all’esibizione degli artisti la musica è sempre quella, è un progettto. Si suona musica “vecchia” dalle 23:00 alle 5:00, tutti i giovedì… sempre pieni, con set sempre diversi e con un’energia pazzesca… mi riempie di orgoglio andare verso il Tocqueville il giovedì sera e sentire i locali di Corso Como che fanno aperitivi con musica anni ‘90.
Abbiamo fatto tendenza con la musica di 10/20 anni fa!

Vi voglio sinceri al 100% : pensate a tutti i vostri dischi e sceglietene due: il più brutto e il più bello! (Naturalmente, secondo il vostro gusto personale).
Ciro: Il più bello o il più brutto?
Tutti e due: voglio :D:D due titoli!
Ciro:I figli sono tutti belli, potrei avere quelli che sento meno, dire brutti no…
Allora, per quanto mi riguarda, quelli che sento di più, sono “Yerba del Diablo” e “Will be one”.

Stefano: Anch’io “Yerba del Diablo”… poi “Eternity” :D:D e “Will be one”
Entrambi siamo molto legati anche a “Mantra”
*________________*

Ciro: quelli che sento meno…. Sono “I love to dance” e “I will pray”

Ma comeeeee :’( “I will pray” è meraviglioserrimooo *_*
DATURA “I will pray” 1998

Stefano: come al solito io e Ciro siamo in linea, “I love to dance” e “I will pray”.
Poi ci sono quelli su cui ho dei rimpianti “Devotion”, la stessa “Mantra”, e “The 7th allucination”… su questi ho dei rimpianti sulla produzione, che probabilmente, non è stata adeguata alla forza delle composizioni… soprattutto “Devotion”; sono convinto che sia un pezzo pazzesco con ancora oggi delle potenzialità da hit mondiale.

DATURA “Devotion” 1992

Se parlassimo nel dettaglio di tutti i singoli, ci vorrebbe un libro (perché questo cos’ è ?) :D:D ma per la mia preferita ^_^ farò un’eccezione :D:D:D:D
Nel 1996, è uscito “Mantra” *_______* Voglio sapere TUTTO dalla A alla Z, dalla nascita alla stampa, su questo brano (sia per la copertina rossa, che per quella azzurra :D:D:D (*remix di Mauro Picotto)

Stefano: “Mantra” è un sample di Maria Carta, una cantante sarda, che canta una ninna nanna, che noi abbiamo lavorato in modo da creare un Mantra.
Poche sillabe unite: Hanni e Hare, e ci fu una grande lavorazione di voci per crearle. Siamo sempre andati alla ricerca di evocazioni dell’etnico, un richiamo agli Indiani d’America, con la voglia di trasportare le persone in un altro mondo (ricordi ad esempio le voci dei monaci tibetani in “Eternity” ?)

Non mi dicono di più… io volevo sapere tutto, dagli strumenti ai solchi del vinile, ma mi rassegno, e me li conto da sola :D:D:D e nella disperazione più assoluta, corro su Youtube e me lo ascolto: ora più che mai, ho bisogno di una dose Mantrica :D

Eccola l’adoratissima *_*
DATURA “Mantra” *_________* 1996

Conservate tutti i flyer delle serate o buttate via tutto?

All’inizio tenevamo tutto, poi… abbiamo smesso, altrimenti ci servirebbe una casa solo per quello :D! Ne teniamo solo qualcuno, non siamo molto attaccati a queste cose. Qualche pass del Festivalbar, per esempio, lo abbiamo tenuto.
Comunichiamo molto con i Social Network. Ciro si sta facendo un mazzo tanto :D per pubblicare un sacco di Polaroid (quelle sì, le abbiamo tenute tutte). Solo che sono talmente vecchie, che le abbiamo staccate per l’ultima volta dal muro, per scansionarle, per poi metterle online, consapevoli che la prossima volta che le attaccheremo a un muro, sarà l’ultima, perché sono logorate. Su queste immagini, ci sono tutti. Dal barista vicino allo studio, a Jovanotti. In più, ora stiamo portando avanti la missione della “Daturazione”, dove fotografiamo amici e fans con i nostri occhialoni :D:D.
Anche tu sei stata Daturata!!

Sì e me ne vanto! :D:D

Scegliete un colore a testa e spiegate perché lo avete scelto!
Stefano: Katya, vedi quella lampada lì dietro?

Sì…in realtà l’avevo notata subitissimo *_*

lampada1.pngVedi…io con questo telecomandino, posso scegliere qualsiasi colore…
io voglio questa lampada in questo istante *_*
Solo che …dato che mi piacciono tutti, la imposto in modo che cambino da soli…

Ciro : Il nero mi piace abbastanza per i vestiti
interviene Stefano :D: Anche se quello che avrebbe bisogno dell’effetto smagrito sarei io…
:D:D:D
Ciro: ecco, mi piace molto l’arancione, ma non ti so dire il perché
*.*
Stefano: l’arancio è il colore di “Mantra” !!
Ecco…mi sta istigando :D:D
Stefano: sono memorabili i nostri outfit, o se preferisci i “gabanòni”, sul palco del Festivalbar ai tempi di “Mantra”.

”Mantra” l’ho pubblicato poco fa, ma non potevo non mettere questo video :D PErtanto, godetevi l’esibizione dei Datura al Festivalbar nell’estate del 1996 ^_^ Ecco, per non dimenticare :D:D:D:D
https://www.facebook … .php?v=4193705460582

Quanti dischi avete venduto?
Non lo sapremo mai! :D:D:D

datura-set-poster_bw.pngMeglio non saperlo… altrimenti confronti con i rendiconti ricevuti e ti metti a piangere…
Non sai mai quanto hai venduto di preciso, diciamo che 2-3000 copie le abbiamo fatte, dai!!. :D
Yerba del Diablo” vendette (pare) sulle due-trecentomila copie di singoli worldwide (le compilation erano come le stelle di Negroni milioni di milioni), ma ci riempie di orgoglio che sia diventato una “club-classic”, che ogni volta che da allora esce una raccolta sul tema, ci finisce dentro… ed essere presenti su siti come “listology” a “top 400 trance tracks of all time”, in una posizione che nel tempo è oscillata tra il 35 e il 25esimo posto, è una delle più grandi soddisfazioni che potessimo avere!
http://www.listology … ance-tracks-all-time
La “Yerba” è il brano che ci permette di stare tra i padri fondatori della Trance.

Mentre “Eternity” è quello che ha venduto di più in Italia
eternity-vendite.jpg

Comunque, il disco che ha probabilmente venduto più di tutti è “Infinity”, in coppia con gli U.s.u.r.a. Quello sì… che ha fatto un casino epocale!
Non sappiamo quantificare il numero di copie vendute: sai,quando non c’era internet se ne approfittavano un “pochino”… “Infinity” fece molto bene anche in Asia, ma noi non ne abbiamo traccia. Addirittura, su Mtv Asia, c’era un programma che si chiamava proprio “Infinity” e la sigla era il nostro pezzo. Da questo, ne deduciamo che qualcosa :D anche in Asia abbia fatto, questo singolo!!!
I coreani facevano persino i balli di gruppo sul brano! Insomma, non sapremo mai quante copie abbiamo venduto.
U.S.U.R.A. & DATURA (insieme… amigos :D) “Infinity”

Poi anche produzioni esterne come “Pessa pessa”, Masoko Solo, che remixato in chiave hardcore divenne un inno e uscì nella leggendaria compilation della ID&T che fece quattro milioni di copie!

La Katya Daturata, si trasforma in spudorata: siete diventati ricchi? Se sì, avete speso tutto, o avete sapientemente risparmiato?
Stefano: bah…ricchi NO… e nessuno di noi si è mai sputtanato cifre considerevoli. Diciamo che con “Yerba del Diablo” siamo riusciti a comprarci casa (una per uno! ;-))

Ciro: io poi mi sono fatto anche l’impianto motorizzato per le tapparelle :D:D
Stefano: e io i cessi di Philppe Starck!!
:D:D:D:D:D

DATURA “Yerba del diablo” 1992

Siete stati il team più produttivo e più longevo degli anni novanta qui loro obiettano sul produttivo, sostenendo di non aver fatto così tante produzioni, e si scatena il dibattito, in quanto la interpretano in altro modo, sul fatto che non sono il gruppo che ha fatto dieci dischi al mese, ma cerco di spiegarmi su ciò che intendevo, e alla fine… la spunto io, facendoli ragionare sui diciotto singoli finiti tutti in classifica :-P
Dicevamo: :D Parlando solo del decennio novantico…siete stati il gruppo più produttivo e longevo degli anni ’90, coprendo quasi tutto il decennio, dal 1991 al 1999 (per poi, prendervi una pausa fino al 2001). La scelta di emergere nel ’91 e fermarvi nel ’99 è stata voluta per immergervi totalmente nel decennio dei novanta “snobbando” i due anni di passaggio (1990 e 2000)? #Katyamachecazzodidomandaè? :D

No, è che succede che dopo che sei andato a mille all’ora per diversi anni ti accorgi improvvisamente che non riesci più a essere in sintonia con la musica ed entri in una fase di mancanza d’idee. Spesso ci chiedono cosa abbiamo fatto dal 1999 al 2001, e noi rispondiamo sempre: “Siamo andati a letto presto”. In ogni caso, siamo rimasti attivi: nel 2000, per esempio, avevamo fatto “Sei etero o sei gay”.
Ci siamo semplicemente trovati in una fase di affaticamento creativo, e non potevamo fare una cosa qualsiasi, solo per farla
(difatti il grande ritorno fu con “Will be one” nel 2002, di certo, non un disco qualunque :D).
A noi devono sempre piacere molto le cose che facciamo, le dobbiamo sentire sottopelle!

Ecco: mi avete dato il La ideale per la domanda: vi siete mai pentiti di un disco che avete fatto?
Sì, soprattutto quelli del secondo periodo, dove avevamo perso un po’ il controllo.

Vabbé, ma dopo il 1995, i bpm dei dischi hanno subito un brusco rallentamento!
Parliamo del vostro…rallentamento.
Dopo le 460 :D:D:D:D bpm di “Mantra”, il progetto Datura si ammorbidisce con “Voo-Doo Believe”. Siamo nell’autunno del 1996, era il periodo di Chase, No Mercy, ecc…e la linea era molto softly & slowly. La scelta di proporre un singolo così diverso rispetto al precedente, fu dettata dal mercato, o in casa Datura c’era voglia di cambiamento? Mi viene da chiedere questo, in quanto la linea “morbida” si è poi protratta con “The Sign”, “I will pray *_*” e “I love to dance”
.

stefano-console.jpgIn generale possiamo dire che quando vai pesantemente in classifica arrivano molte pressioni dall’esterno, che in qualche modo ti condizionano!
Attenzione però! Il rallentamento dei bpm c’è stato sì, ma solo in Italia! Perché qui c’era il dominio di una radio e di conseguenza di un programma, che dettava il gusto della gente. Nel resto dei Paesi, stava emergendo la trance di nuova generazione, che purtroppo in Italia è stata quasi completamente ignorata.
Nel 1995, ci fu un litigio tra Ricci e Cirillo, e smisero di lavorare assieme.
Dopo il loro litigio, facemmo alcuni pezzi con Ricci e altri con Cirillo, perché noi dovevamo comunque andare avanti, e non avevamo la mentalità dei djs perché all’epoca non lo eravamo, nasciamo come musicisti. Inoltre, non esistevano i “bedroom djs” …

Lo blocco all’istante: scusa, chi?? :D:D:D:D
Il dj che su Facebook si spaccia per dj producer e in realtà, suona solo a casa sua, in camera da letto :D:D:D:D:D
Era il periodo del post “Infinity”. Dopo questo singolo, noi cominciammo a lavorare a un album, che poi non uscì. Di questo album, però, c’erano alcuni brani pronti, e pian piano, ne sceglievamo alcuni tra questi, e il primo che fu scelto, è “Angeli Domini”, e poi venne scelto “Mantra”
b]*_____________________________________*[/b]
Dopo “Mantra”, ci fu un cambio di rotta, con “Voo-doo Believe”.

DATURA “Angeli Domini” 1995

Forse è dipeso dal fatto che improvvisamente non avevamo più il contatto diretto con i djs che suonavano i brani in pista, ma in quel momento, ci ritroviamo con un disco (e cioé “Mantra”) che è a 150 bpm, quando in quel momento c’è “Children” di Robert Miles che sta spaccando… a 137 bpm, tanto che “Mantra” fa fatica, ha bisogno di un remix per il quale chiediamo aiuto a Mauro Picotto (allora i remix non si facevano per far vedere che il tuo brano ne ha 750 tutti pressochè inutili!)… quel remix è fantastico!
Pensa… un pezzo meraviglioso come “Mantra” che noi adoriamo! …e se non ricordiamo male, anche qualcun altro qui presente lo adora!

Nel frattempo, Katya, aveva adeguato l’espressione oculare :D:D scambiando le proprie pupille con quelle a cuore, tipiche dei Manga giapponesi :D

“Voo-doo Believe” è stato un disco con una caratteristica distintiva unica: solitamente, quando usciva un brano, c’era una versione dominante, “che andava”, e le altre venivano spesso snobbate, o addirittura, nemmeno ascoltate dai djs che acquistavano il disco. Le versioni di “Voo-doo Believe” che andavano in radio, nelle compilation e in discoteca, invece, erano due.
Sì, c’era la versione di Fargetta che funzionò di brutto in Italia, e la nostra main (quella del video ufficiale) che spopolò in Francia.

Stiamo parlando da diverse ore… e nei loro occhi, oramai intravedo l’incoronazione del ventennale delle Septima Allucinacion :D:D:D sì, proprio lei…quella che di tutte le allucinazioni, è la più ingannevole!
Approfittiamo…e la cantiamo insieme:
La primeira allucinacion: mi television (televisione)
La secunda: mi telefono (telefono)
La terceira allucinacion: mi perro (cane)
La quarta: mi rostro (viso)
La quinta allucinacion: mi memoria (memoria…)

youdontsay.jpgLa sesta: mi mente…
La septima allucinacion…

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DATURA “The7 th Allucination” 1994

Ragazzi, per chi non ha la fortuna di possedere il vinile di “The 7th Allucination”, che contiene il fumetto che ne spiega il significato, volete dire al pubblico, che cos’è la Septima Alucinación?

Il mistico Dr. Datura… è impegnato in una lotta contro le sette allucinazioni della mente e le affronta, come si vede nel fumetto. A un certo punto, quando crede di aver vinto la sua battaglia, entra nella “Septima Allucinacion” senza rendersene conto, perché la settima allucinazione, era raffigurata e intesa, come l’utilizzo di alcool e droghe alla guida. Le famigerate stragi del sabato sera!
Per il fumetto d’autore e la copertina di questo singolo, prendemmo contatto con Giorgio Lavagna (Marvel Italia) che ci indirizzò dal grande fumettista e disegnatore Giuseppe Palumbo che realizzò quel piccolo capolavoro
La Settima allucinazione, è stata volutamente lasciata in sospeso, perché poteva essere ciò che ognuno voleva.
In realtà, il Dr. Datura lo aveva disegnato Ciro, che disegnava sempre, anche quando stava al telefono con qualcuno, nel frattempo ne faceva un ritrattino.

voglio vederli!! :D

Nel frattempo, Stefano scopre su Youtube un remix di “Infinity” di cui ignorava l’esistenza :D e nella foga, fa partire… il video di “Ederni…ehm Eternity” e nuovamente, ci mettiamo a ridere tutti :D:D:D

A proposito di Edernidi :D:D Come abbiamo già detto, nel 1993, finalmente uscì l’unico disco degno di nota degli anni NOVANDE :D:D:D:D e cioè: “EDERNIDI” :’D Facendo i seri, ho una domanda da farvi su “Eternity”: poco dopo l’uscita del brano, ne uscì il remix su uno splendido vinile bianco… *_*.

.. Che in realtà, più che un remix, senbrava proprio un pezzo nuovo, in quanto “Eternity” parlava del cosmo e il Deluxe si riferiva ai segni zodiacali, ma anche la musica era cambiata parecchio… il nome esatto di questo remix è comunque “datura’s seed remix” (il seme di datura! ;-)), perchè l’edizione de-luxe conteneva anche il “datura’s leaf remix” (la foglia!!! ;-)))) che è ancora un inno dell’hard trance.

Ecco, appunto!!! #efatemeparlà :D:D L’idea di sostituire i nomi dei pianeti con quelli dei segni zodiacali vi venne per l’inevitabile collegamento tra le due cose, oppure siete proprio degli oroscopi?
Ciro: Tutto è collegato! Volevamo rifare la questione dei pianeti, con qualcosa che fosse inerente!
Stefano: come già detto prima, all’epoca non si usava che nel disco ci fossero centoottantamila remix com’è nelle produzioni di bassa lega di oggi, facevi le tue release dando il nome alle tue versioni, e solo dopo facevi il remix… se serviva!
In Eternity “Datura’s seed remix”, cambiammo proprio tutto, anche le voci.

Già…una volta era così, oggi è diverso… e domani, come sarà? Pasado, presente, futuro…destino :D:D

DATURA “Eternity remix (*il viniloso bianco” 1993) :D:D

Sono undici anni che non esce un disco dei Datura. Perché? (Vogliamo risposte esaustive) :D *noi Vogliamo il nuovo singolo dei Datura (sono ready a far partire la petizione firme :D

datura-scritta-in-giallo.jpg

Come già detto prima, il nuovo disco dei Datura non esce, perché quando non si ha nulla da dire è meglio star zitti… altrimenti il rischio di dire cazzate è altissimo!
era un vaffanculo velato questo :D:D:D incasso il colpo, ma incalzo ugualmente :D:D

DATURA “Will be one” 2001

Stefano: Ma nooooooo, daiiii!! Allora, facciamo i seri: capisco i colleghi che si sentono ancora legati all’idea di dover fare per forza una hit, ma noi non la pensiamo allo stesso modo. Siamo scesi dal vortice delle imposizioni dei discografici, e facciamo i divulgatori di musica tramite il djing. Oggi il nostro ruolo è questo e ne siamo felici ed orgogliosi! Assieme alle serate in discoteca, abbiamo anche il nostro programma “ReMemo”, che realizziamo assieme al nostro caro amico Principe Maurice su M2O, dove raccontiamo la storia della musica elettronica europea.

Lo salutiamo calorosamente da qui, anche per me, è in assoluto, una delle persone che stimo di più nel mondo dell’entertainment!!! Ciao Maurice!!!!!! ^_^

Poi, ne abbiamo un altro su Studio Più, dove raccontiamo la storia della dance.
Ciro: ci piace molto l’idea che ciò che è stato (e che anche noi abbiamo fatto) in passato, non sia semplicemente storia sterile, ma che venga condivisa con le nuove generazioni, diventando, così, attuale. Un modo bello e divertente di raccontare la storia.
Ogni volta che saliamo in consolle ci rimettiamo in discussione.

DATURA & GG DAG “Summer of Energy” 2004

Stefano:
Una volta, in una serata assieme a Gigi D’Agostino, ci accadde una cosa stupenda: lui finì il suo set, e io volevo ripartire con “Summer of Energy”, quindi gli chiesi se lo avesse già messo.
Lui mi rispose: “No vai tranquillo”, poi, però, spense la musica prima ancora che io fossi pronto per ripartire e io cominciavo ad agitarmi.
Con la più grande naturalezza di questo mondo, a quel punto Gigi mi disse: “Non ti preoccupare, fai ascoltare il silenzio… perché è dopo il silenzio, che la musica fa rumore”…. che meraviglia!!!
Se lo ascolti bene quando suona, capisci bene questo concetto di emozionare proponendo musica, profondissimo, semplicemente fantastico!
Lui è un DJ maiuscolo! Saper mettere i dischi a tempo non fa di te un dj. Bisognerebbe ficcarci tutti in testa che il lavoro del dj consiste nel fare emozionare e divertire il pubblico, nient’altro!
Ci ha fatto i complimenti per il nostro modo di proporre gli anni novanta, non trovandolo affatto sterile, e sai, quando ti fa i complimenti una persona che stimi, è bellissimo!
Tra l’altro, lui ci ha confessato di aver battezzato la sua “Bla Bla Bla” in questo modo, perché il nostro “Bla Bla Bleep” (Versione trance di “Carico Carico Carico” del 1991, il primo disco di Ricci <3) era uno dei suoi preferiti dell’epoca e si è ispirato da lì. Ne siamo onorati.

Insisto: quindi…nemmeno se organizzo una petizione firme su Facebook :D non fate un nuovo singolo?
Quando avremo qualcosa da dire, torneremo. Vorresti forse un nuovo singolo dei Datura con la base di Angello o di Cristian Marchi?
Farebbe ridere!
Il pubblico, poi, ci cagherebbe in testa. Quelli che amano le nostre serate, non amano la musica che si trova oggi.
Vorremmo aggiungere che non siamo fermi… Noi produciamo un sacco di cose, che però… suoniamo solo alle nostre serate :D Facciamo dischi che… non esistono. Non sono mash-up, sono dischi mascherati da dischi :D degli anni novanta.

DATURA “Fade To Grey” 1994

Vi è mai capitato che vi copiassero un pezzo?
Quest’anno è il ventennale di “Fade to grey”, “The 7th allucination” e “El sueno”. Dato che in passato ci hanno taroccato “Angeli Domini” e anche “El Sueno”, che addirittura è uscito come Datora :D:D:D:D:D:D (senza nemmeno prendersi lo scrupolo di usare un po’ di fantasia), chissà cosa verrà fuori.

Ma… i Datura, nel 1991, si aspettavano di diventare i DATURA?

cartolina-gig.jpgStefano: no, la realtà è che provi a fare qualcosa di bello e importante ma non hai la certezza di riuscirci! Noi abbiamo sempre avuto un approccio essenzialmente artistico, non imprenditoriale con questo mondo, e facciamo ciò che ci dà più entusiasmo! Pensa che nella nostra etichetta Trance Records (scegliere questo nome nel 1990 fu più di una premonizione), dove tra l’altro, abbiamo stampato il primo singolo di Rexanthony, quando tu senti i dischi pre-Datura, ascolti tutto quel mondo che si sta formando, la nostra evoluzione pre “Yerba del Diablo”, forse era già tutto scritto, ed è una cosa che mi piace molto del nostro passato. Una cosa che invece mi fa ancora ridere, è che il catalogo della Trance Records, era siglato come Lsd 001, Lsd 002, Lsd 003 :D:D:D

ah beh #chebeimomenti :D:D!

Agli albori del progetto Datura, facemmo due dischi, sempre assieme a Cirillo e Ricci. Uno per la Irma, “New Style” e l’altro per la Expanded, “Cosmotrash di Trashman. Avrebbero potuto essere invertiti, e oggi saremmo qui a raccontare un’altra storia! Sono dettagli importantissimi!

Ciro: Beh concordo… noi credevamo molto in ciò che facevamo! Io sono una persona che quando perde l’entusiasmo, fatica a fare qualunque cosa, quindi qui sono sempre stato molto entusiasta!

Siete legati da un rapporto di amicizia e collaborazione da moltissimi anni. Vi è mai capitato di “scazzare” :D e allontanarvi?
Stefano: Scazzarci sì :D:D … continuamente, ma non ci siamo mai allontanati e il segreto è semplice:
Abbiamo una fiducia totale l’uno dell’altro!
Ciro potrebbe avere il numero del mio bancomat tranquillamente, non ci siamo mai fregati e nessuno di noi due ha mai pensato, che tutto ciò che di bello ci è accaduto, sia stato grazie a uno dei due. Ci sentiamo da sempre parte di un team.

datura_logo_intero.pngCiro, dimmi una cosa di Stefano che non sopporti
ah non mi piaceva quando fumava le sigarette, ma ora ho smesso, quindi non ho nulla da dire.

Stefano,dimmi una cosa di Ciro che non sopporti
ah… pur essendo entrambi etero, noi siamo davvero come Sandra e Raimondo! :D:D
Passiamo talmente tanto tempo insieme e ci conosciamo talmente bene, che sembriamo una coppia… facciamo ridere!
Battibecchiamo su delle minchiate :D:D:D ma poi ci chiariamo all’istante, come une vera coppia che si rispetti!
Un altro segreto è quello di buttare sempre tutto in vacca e di riderci sopra, anche le cose più serie!

Chi è il vostro artista dance preferito degli anni ’90 (Datura esclusi :D)?

Non lo avessi mai chiesto… scatta il momento pelle d’ochissima… BRIVIDI ASSOLUTI E SUPREMI *_* mi citano un adoratissimo progetto che nel 1994 aveva elaborato non un brano, ma IL brano

Mentre io DEFUNTISCO (termine da me coniato e utilizzato per fornire un’idea alternativa della morte astratta :D:D) *.* :D:D dai brividi, Stefano mi fa notare una cosa ^_^
Katya, se lo ascolti bene… qui c’è il giro armonico di “Mantra”…
*_* *_* *_* *_* *_* *_* Ecco sapevo io che DOVEVA esserci qualcosa dietro a tutto questo <3 io muoio, ragazzi è stato bello...
Ora ho la conferma divina che tutto accade per una ragione *_*

ciro-in-console.jpgOra ditemi una voce dance degli anni novanta che vi piace :D
Ciro: Simone Jay mi piaceva molto!
Stefano: Billie Ray Martin! Ti dico solo, che quando venne in studio per cantare “Mystic Motion”, la fece di getto, dall’inizio alla fine, ed era perfetta. Aprì la porta e ci chiese: “Va tutto bene? Cosa devo rifare?”
Restammo esterrefatti, non c’era proprio nulla da rifare! Una grandissima artista!
Come dire, buona la prima :D

DATURA Feat. BILLIE RAY MARTIN “Mistic Motion” 1995

Pensa che solo due anni dopo non avrebbe mai fatto un disco con noi, dato che ha avuto successo mondiale con “Your loving arms”. Lei adora Elton John, e se fai attenzione, si percepisce sia nel cantare che nello scrivere.

Cosa volete fare da grandi?
I djs e lo stiamo già facendo! Durerà questo sogno?!

Se non aveste fatto i musicisti?
Stefano: mi sarebbe piaciuto fare la Guardia Forestale, adoro andare in montagna!
Ciro: a me sarebbe piaciuto possedere un bagno al mare, con tanti ombrelloni e sdraio.

Già mi vedo i bagni “Da Ciro” a Forte dei Marmi, con lui che indossa le pinne, e la canotta a righe orizzontali rossoblu, in onore del Bologna, con logo Datura a vista :D

Dite qualcosa (che non sia grazie) a tutti i djs che hanno comprato i vostri dischi
Ciro: Avete avuto buon gusto!!
Stefano: Io mi sento sempre un po’ in colpa… ;-)

Vuoi ridarci i soldi Stefano? :D:D:D:D
Scòrdatelo!! :-P :-P

stefano-console.jpgPerò voglio raccontarti un episodio…
Una volta, eravamo in discoteca al Matis, suonava Ricci, e ha messo “Nu Style”. Lo avevamo appena fatto, e noi …non eravamo giovani neanche allora, perché quando siamo diventati i Datura…non avevamo vent’anni!
a ridaje co sta sindrome der nonnetto :D:D:D emmolla!! :D

Insomma, Ricci mette “Nu Style” che come noto, vantava un romanticissimo testo composto da “pa gne gne gna gno gni gnamo…” :D:D:D:D:D

DATURA “Nu Style” 1991

e a un certo punto… una coppia si mette a limonare.
:D:D:D:D:D:D Una cosa bellissima ma incomprensibile. Una volta, si faceva con Baglioni! :D
Il bello di scrivere musica, è proprio questo: quello che scrivi, ognuno lo prende e lo interpreta come crede con i suoi sentimenti.

Ci sono due dischi che abbiamo lasciato in disparte: “I love to dance” e “The Sign” :’( ce li ascoltiamo!

DATURA feat. (per gli amici :D:D:D Ben) “I love to dance” 1999

“I love to dance” è stato numero uno in Sud Africa!

DATURA “The Sign” 1997

Uno dei motti che da sempre vi contraddistingue è: Datura Paura.
Qual è la Paura dei Datura ? (intesa come fobia)

Stefano: volare!! (inteso come prendere aerei)
Ciro: che Stefano non voli mai più!!

Concordo con Ciro ;-)
Si è fatto tardi, abbandoniamo Ciro immerso nel lavoro, e Stefano mi accompagna in un mini tour dell’adorata città di Bologna. Mio malincuore, dopo un po’ riparto alla volta del Friuli Venezia Giulia… dove naturalmente, trovo il diluvio universale e invece del Datura Paura, si scatena il Datura Premura. Non faccio infatti in tempo a raggiungere casa, che mi arriva un messaggio ^_^ dove vogliono accertarsi del mio arrivo in condizioni integre :D:D ^_^
Sono le 23.30 e io sono sfinita, disfo la valigia e faccio un doccione, quando mi arriva un messaggio dall’adorato amico e collega Master Dee, che mi propone un tour nel suo garage alla ricerca di un vinile che mi è stato rubato e che mi sta molto a cuore <3 <3 ^_^ e che lui si è offerto di regalarmi, qualora l’avessimo trovato.
Quando c’è il vinile, non c’è stanchezza che tenga, e abbiamo fatto le cinque del mattino a smistare tonnellate di vinili, senza Facebook e senza guardare il cellulare. Il disco che cercavamo non lo abbiamo trovato, ma la cosa curiosa, è che tra migliaia di dischi dell’archvio di Master Dee, ci sono capitati tra le mani per primi…tutti i dischi dei Datura. Ma lo sappiamo che nulla accade per caso. ^.^

The DATURA Museum
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