lacota«Pacificazione fra croati, sloveni e italiani? Nulla di tutto questo. Anzi è in atto un palese e sensibile rinvigorimento delle posizione nazionaliste da parte di Croazia e Slovenia». Questa la riflessione del presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, nel corso della presentazione del convegno in programma martedì, con inizio alle 16, nella sede di palazzo Tonello, in via Silvio Pellico 2, dal titolo «Riconciliazione: a quale prezzo? Le prime evidenze di una improbabile pacificazione sul confine orientale». «Sono trascorsi più di due anni dall’incontro fra i presidenti dei tre Paesi in piazza dell’Unità d’Italia - ha ricordato Lacota - che qualcuno definì storico, immaginando che quell’evento avrebbe dato l’avvio a una fase di pacificazione, suggellata dal reciproco riconoscimento delle colpe e dall’allestimento di progetti di collaborazione transfrontaliera, destinati a migliorare il rapporti sul piano politico, per arrivare, come obiettivo finale, a una memoria condivisa dalle parti. Nulla di tutto questo si e’ avverato. Anzi alle istituzioni nazionali dei due Stati si sono affiancati astuti interventi di finta comprensione, che nascondevano e continuano a nascondere il vero obiettivo, che è quello di radicare falsificazioni storiche studiate a tavolinoe in profondità». Il presidente dell’Unione degli istriani ha fatto un breve elenco delle situazioni che a suo parere fanno parte di questo sistema: «Abbiamo saputo di raduni, organizzati oltre confine - ha ripreso - da parte di piccoli club di appassionati di tartufi e fusi istriani, che in realtà erano operazioni turistiche accuratamente allestite da agenzie, manifestazioni politiche di chiara matrice provocatoria, organizzate sia in Slovenia sia in Italia, per esempio a Basovizza pubbliche conferenze chiaramente indirizzate a gettare discredito sull’Italia e sugli italiani, in particolare sulle nostre forze dell’ordine. Esiste a nostro avviso una vera e propria macchina della propaganda, attivata in Slovenia, che ha lo scopo di cambiare la storia del confine orientale, partendo dal 1919 per arrivare fino a oggi. Tutto questo senza dimenticare la distruzione di monumenti storici, che molto semplicemente e con estrema disinvoltura sono definiti come atti vandalici». Questi argomenti saranno ripresi nel corso della conferenza di martedì, il presidente dell’Unione degli istriani ha annunciato documenti e filmati che confermeranno «che di pacificazione non sipuò assolutamente parlare». (u.s.)
(da il Piccolo)