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Alla Pergola (FI) inizio d’anno speciale con Beckett e la Compagnia Mauri Sturno. Dal 5/1

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5 gennaio, ore 20:45; Evento speciale
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri Roberto Sturno
EN ATTENDANT BECKETT
Prologo - Samuel Beckett - Atto senza parole - L’ultimo nastro di Krapp
un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno
con la collaborazione di Andrea Baracco
musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani
luci Alberto Biondi

9 – 14 gennaio
(ore 20:45, domenica ore 15:45)
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri Roberto Sturno
FINALE DI PARTITA
di Samuel Beckett

con Elisa Di Eusanio, Mauro Mandolini
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco

Durata: 1h e 25’, atto unico.

Inizio d’anno per il Teatro della Toscana segnato da un nuovo ingresso nel cartellone degli spettacoli al Teatro della Pergola. Non è un gennaio come tutti gli altri: il 2018 segna l’avvio del nuovo triennio ministeriale, un tempo dettato dalle norme che si trasforma in un tempo progettuale.
Per marcare questo inizio, il 5 gennaio Glauco Mauri e Roberto Sturno presentano il percorso multimediale En Attendant Beckett che anticipa le rappresentazioni di un altro loro Beckett, Finale di partita (9-14 gennaio).
Una serata in cui prendono vita opere forse meno conosciute accanto a grandi capolavori del premio Nobel irlandese come Atto senza parole e L’ultimo nastro di Krapp. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne, registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa.
finale-di-partita 02“Ci siamo sentiti in dovere come uomini di teatro – afferma Mauri – di contribuire alla conoscenza, e quindi alla comprensione, di un grande autore come Beckett. Non è solo un celebre scrittore del ‘Teatro dell’Assurdo’, ma è anche un grandissimo poeta della difficoltà del vivere dell’uomo. Le sue ‘favole’, dove si ride e si piange, ci aiutano a meglio capire questa nostra difficile vita”.
Testo tra i più significativi dell’opera beckettiana nel parlare dell’insondabilità dell’universo e dell’umano, Finale di partita è un teatro di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della cosiddetta drammaturgia di stampo realistico. Insieme a Glauco Mauri e Roberto Sturno sul palco della Pergola dal 9 al 14 gennaio ci sono Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini. La regia è di Andrea Baracco, che commenta: “È una parodia, l’unica forma che sbeffeggia le altre nell’epoca della loro impossibilità, incentrata intorno alla domanda: che cosa vuol dire esistere? Il teatro non può far altro che dichiarare la negatività del presente e avere una sua positività proprio nella dichiarazione del negativo”.
En Attendant Beckett è un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco e con le musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani. Una serata omaggio a Beckett prodotta dalla Compagnia Mauri Sturno che il 5 gennaio al Teatro della Pergola anticipa le recite di Finale di partita (9-14 gennaio), per offrire al pubblico un approfondimento sull’opera del grande autore irlandese, con poesie, brani letterari e con il capolavoro L’ultimo nastro di Krapp e il non meno celebre Atto senza parole.
Nello stupito, grottesco silenzio di Atto senza parole l’uomo beffato e ingannato dalla vita, che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e nella voluta solitudine. In questo breve atto si può chiaramente comprendere la visione beckettiana dello scontro tra l’uomo e la vita.
Ne L’ultimo nastro il vecchio Krapp ascolta una bobina che ha registrato tanti anni fa: la sera del suo trentanovesimo compleanno. Tanti, tanti anni sono passati! Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti … e tra questi – ormai dimenticata – una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”. Ma il giovane Krapp non l’aveva saputa afferrare.
La bobina finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno sempre col rimanere vuote, esaurite di ricordi. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa. Era il 1961.

Spiega Glauco Mauri: “Nella vita della nostra Compagnia Beckett è stato un amato compagno di viaggio. In diverse stagioni teatrali abbiamo interpretato, oltre a un beckettiano Don Giovanni di Molière, dieci suoi atti unici, anche tra i meno noti, che nella stagione della rappresentazione hanno ricevuto il Premio della Critica. Il mondo di Beckett è un poetico, tragico e farsesco modo di interpretare la vita: la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia. Un ossimoro dove convivono una risata e un arido pianto, una disperazione senza speranza e un insopprimibile sentimento di pietà per l’uomo.
Insieme alla rappresentazione di Finale di partita, ci siamo sentiti in dovere, come uomini di teatro, di contribuire alla conoscenza, e quindi alla comprensione, di questo grande autore. Di conseguenza, abbiamo progettato una serata in cui, oltre a grandi capolavori come L’ultimo nastro di Krapp e Atto senza parole, prenderanno vita altre opere, forse meno conosciute, ma non per questo di minor valore. Saremo guidati e portati alla scoperta dei suoi atti unici e dei suoi radiodrammi meno noti, delle sue poesie e dei brani più significativi dei suoi romanzi, dei suoi rapidi folgoranti pensieri e del film-documentario Dal silenzio al silenzio di Seàn O’Mòrdha. Quest’ultimo è un documento quasi sconosciuto, curato anche dallo stesso Beckett, dove il grande autore, che non ha mai voluto parlare di sé e dei suoi lavori, si rivela per la prima volta al pubblico. Le parole e le musiche in esso contenute ci sono sembrate le più adatte a dare un senso compiuto a questa serata.
Beckett non è solo un celebre scrittore del ‘Teatro dell’Assurdo’, ma è anche un grandissimo poeta della difficoltà del vivere dell’uomo. Le sue ‘favole’, dove si ride e si piange, ci aiutano a meglio capire questa nostra difficile vita. Ecco perché Beckett!”.

2-glauco-mauri-roberto-stuno-finale-di-partita -ph-manuela-giusto Glauco Mauri e Roberto Sturno sono in scena con Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini in Finale di partita di Beckett, testo cardine e paradigmatico del Novecento, al Teatro della Pergola di Firenze dal 9 al 14 gennaio. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, musiche di Giacomo Vezzani, regia di Andrea Baracco. Una produzione della Compagnia Mauri Sturno.
Finale di partita si svolge in una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili,
dove la luce penetra grigiastra, dove, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i suoi personaggi: Hamm (Glauco Mauri), cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg (Mauro Mandolini) e Nell (Elisa Di Eusanio), senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov (Roberto Sturno), che non può sedersi mai. Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa.
Beckett esistenzialista anticonformista, disconosce ogni esegesi logica demolendo il senso e la ricerca di esso con la non consequenzialità dei contenuti e la frammentazione nella forma prolifica di virgole, frasi brevi e linguaggio in stato di decomposizione. Dopo la Seconda guerra mondiale tutto è distrutto e Finale di partita si rassegna all’impossibilità di rappresentare ancora qualcosa: non c’è più natura, non più gabbiani; nient’altro che puzza di cadaveri ovunque.
Chiarisce Andrea Baracco: “Parlare di Beckett significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, della insondabilità dell’universo e dell’umano, del tentativo di esprimere l’inesprimibile, insomma di molti grandi temi (anche se lo stesso autore mette in guardia: “il mio lavoro è questione di suoni fondamentali, se qualcuno vuole farsi venire il mal di testa con i significati reconditi, faccia pure. E si prepari un’aspirina”), ma più di tutto significa parlare di teatro.
In Finale di partita tutto ciò è assolutamente evidente; da un lato i due bidoni che contengono Nagg e Nell, e poi la sedia a rotelle, la scala che dà sulle finestre in alto, costruiscono un luogo installativo, uno spazio autosufficiente che sembra non avere necessità di altro se non di se stesso per essere significante; e poi loro, gli unici abitanti plausibili e possibili di quel luogo, Hamm e Clov da un lato e Nagg e Nell, i genitori di Hamm, dall’altro, impensabili l’uno senza l’altro, come tante coppie comiche del cinema muto impossibili da immaginare separati. Complementari ma ostili, ferocemente legati l’uno all’altro.
Clov con un passo fuori dalla porta, da sempre e per sempre in procinto di varcare la soglia e via, scapparsene via, Hamm che da parte sua non fa altro che invitarlo costantemente verso l’uscita, e neppure in maniera tanto delicata, più con violenti spintoni che con amorevoli saluti. Ma poi in realtà non possono far altro, sembra, che rimanere lì, in quella stanza (Interno senza mobili, luce grigiastra), uno seduto l’altro in piedi, uno col fischietto in mano l’altro con le orecchie pronte per rispondere al suo suono, e prendersi gioco del mondo ed esserne giocati anche un po’, sotto scacco, perché ad Hamm, il re, spetterebbe l’ultima mossa (Tocca a me, è la prima battuta che Hamm dice), ma restano fermi, uno la condanna dell’altro”.

Biglietteria
Teatro della Pergola
Via della Pergola 30
Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.
Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30
Circuito regionale Boxoffice e online su www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/finale-di-partita/213365

Matteo Brighenti
Ufficio stampa e Social media manager

Fondazione Teatro della Toscana
Teatro della Pergola, Teatro Niccolini, Teatro Studio
055 2264347
348 0394310
stampa@teatrodellapergola.com
http://www.teatrodellapergola.com/

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